Pubblicato in: Etica, Politica

Le forze politiche convergono sulla spartizione delle poltrone, ma non sugli obiettivi in sanità

Sta prendendo quota l’ipotesi di un governo a trazione leghista sostenuto da AREA CIVICA – STELLA ALPINA – PNV – ALPE – MOUV ed uno o più consiglieri del mitico Gruppo “fritto” misto, ma quasi nessuno nomina più il programma elettorale: documento ufficiale con cui i partiti e/o coalizioni enunciano gli obiettivi della propria azione politica; ovvero quel documento che indirizza il consenso ed il suffragio degli elettori su una determinata lista di candidati.

In questi giorni, abbiamo confrontato gli obiettivi che queste quattro forze politiche hanno scritto nei propri programmi ed individuato quelli sanitari su cui potrebbero avere direttamente o indirettamente un punto di contatto (vedi tabella, caselle verdi).

Il risultato purtroppo è sconfortante perché la potenziale convergenza per la spartizione delle poltrone pare non andare di pari passo con gli obiettivi scritti nei programmi politici che, probabilmente, verranno riscritti da sapienti mani per il chimerico bene dei valdostani.

Tabella obiettivi sanità

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Pubblicato in: Etica, Professione infermieristica

I dati segreti del Primary Nursing

Egregio Presidente CESPI,

Richiamata la vostra nota del 25 febbraio prot. 02/2017
Sottolineato il mancato riscontro alle nostre richieste, non ultima quella del 23 maggio 2018
Preso atto che non possiamo visionare i risultati delle rilevazioni fatte dai nostri volontari in collaborazione con gli studenti ed i Tutor del CLI di Aosta
Evidenziata la nostra contrarietà a questo modus operandi

Con la presente segnaliamo con dispiacere che la nostra collaborazione per il Progetto Primary Nursing è da intendersi conclusa e di conseguenza a Voi negata l’autorizzazione ad utilizzare il Nostro Logo preceduto dalla dicitura “in collaborazione con”.

Distinti saluti

Assunta Dodaro

Segretario Cittadinanzattiva della Valle d’Aosta

Pubblicato in: Politica, Sanità e politiche sociali

In Valle d’Aosta il progetto sull’Umanizzazione delle cure è in stallo

Quando il progetto sull’Umanizzazione delle cure muoveva i primi passi in Valle d’Aosta, all’Assessorato sanità c’era Laurent Viérin e già all’epoca si parlava della fondamentale importanza della stesura partecipata dei piani di miglioramento tra la Direzione Medica di Presidio dell’AUSL (DMP) e l’équipe locale composta dal Referente Civico regionale (oggi Segretario regionale di CA) più i rappresentanti delle seguenti associazioni: ANED Valle d’Aosta, Volontari Soccorso Grand Paradis, V.I.O.L.A., AVP Valle D’Aosta, Tribunale per i diritti del Malato di Cittadinanzattiva Valle d’Aosta e Codacons Valle d’Aosta.

Come da programma l’équipe locale ha svolto il proprio lavoro, raccolto tanti ed importanti dati sugli stabilimenti dell’ Ex-maternità, dell’Ospedale Umberto Parini e del Beauregard. Alla fine del 2017 ha inviato in Assessorato e alla Direzione Medica di Presidio una bozza di piani di miglioramento che doveva essere il punto di partenza per lo sviluppo di un documento condiviso e definitivo da portare all’attenzione dei cittadini. Purtroppo, dopo 4 mesi di lavoro della DMP, ci ritroviamo con un documento che non solo non ha tenuto conto della bozza realizzata dall’équipe locale, ma nemmeno di tutti e 39 i punti evidenziati dalle griglie dell’Agenas; infatti dal documento predisposto dall’AUSL risulterebbero prese in carico solo 11 problematiche.

I piani di miglioramento sono strumenti per agire sui problemi concreti rilevati dall’équipe locale e le diverse azioni possono essere realizzate dall’Azienda USL a breve-medio-lungo termine, pertanto riteniamo ingiustificata la presa in carico di meno di un terzo dei problemi rilevati dai cittadini ed inoltre, essendo prossimi alla scadenza del progetto stesso (la stesura finale dei PDM doveva avvenire entro la fine del 2017), ci auspichiamo che l’Assessore Bertschy ed il Presidente della Giunta Viérin intervengano tempestivamente al fine di far ripartire un progetto che sta rischiando di impantanarsi, con le insopportabili conseguenze di deludere le aspettative di tanti cittadini e non poter chiedere all’Agenas la seconda tranche di finanziamento.

​Assunta Dodaro – Segretario Cittadinanza​ttiva della Valle d’Aosta

Pubblicato in: Etica, Politica, Sanità e politiche sociali

Diffusione dati Registro Tumori: obiettivo raggiunto

L’11 aprile 2017 sono stati illustrati in Assessorato (rigorosamente a porte chiuse) a CITTADINANZATTIVA, ISDE, LEGAMBIENTE, LILT, VIOLA i dati raccolti nel Registro tumori della Valle d’Aosta e l’Assessore in carica in quella occasione dichiarò pubblicamente che intendeva convocare (subito dopo Pasqua) una conferenza stampa in cui fornire puntuali informazioni alla collettività.

Probabilmente “tra il dire ed il fare c’è stata di mezzo…la campagna elettorale”, perché abbiamo dovuto aspettare un altro anno per organizzare la conferenza di cui sopra che, guarda caso, sarà proprio a ridosso delle prossime elezioni regionali…anzi qualche giorno prima della presentazione delle liste.

Siamo veramente orgogliosi del lavoro fatto in squadra con le altre associazioni che ringraziamo di cuore.

Siamo soddisfatti del risultato raggiunto, tuttavia ci teniamo a sottolineare che il Registro Tumori è “solo” uno strumento di rilevazione e come tale inutile se non viene accompagnato da reali e concrete politiche di promozione della salute e prevenzione delle malattie.

Obiettivamente riconosciamo all’Assessore uscente di aver lavorato con le Associazioni per sbloccare una situazione di stallo ormai imbarazzante, ma è altrettanto doveroso ricordargli che nulla sarebbe cambiato in termini di salute se la presentazione dei dati del Registro Tumori (istituito nel lontano 2012) l’avesse fatta dopo il 20 maggio.

Pubblicato in: Assemblea congressuale

La nuova Segreteria è tutta al femminile

Dodaro Giordano_CA 2018Oggi c/o l’Ex-Maternità di Aosta si è svolta l’Assemblea congressuale straordinaria di Cittadinanzattiva della Valle d’Aosta: momento di confronto sullo stato dell’arte delle diverse reti e definizione dell’indirizzo politico del Movimento che, dal 2011 ad oggi, ha coinvolto circa 600 persone tra aderenti e simpatizzanti; ovvero ha creato una solida rete di contatti all’interno e all’esterno delle Istituzioni regionali.

L’Assemblea si è particolarmente concentrata sulla situazione della sanità valdostana rimettendo a memoria i punti dell’Agenda civica proposta all’attuale esecutivo.

Tralasciando la scadenza temporale si prende atto con soddisfazione che i piani di miglioramento, stilati all’interno del Progetto di Umanizzazione delle cure di AgeNas, diventeranno obiettivi del Direttore generale AUSL e che la Valle d’Aosta ha deciso (ieri) di allinearsi al Piano nazionale demenze sia per la presa in carico dei pazienti che per la definizione delle tariffe.

Per il resto, purtroppo, dovremo attendere la prossima legislatura confidando in un Assessore alla sanità che voglia/possa dare il proprio contributo politico alle scelte strategiche che impattano sulla salute dei cittadini.

Infatti, i dati del Registro tumori ed il Piano di Prevenzione e Promozione della Salute regionale non sono ancora stati condivisi con la collettività; ad oggi non è garantita la libertà di cura ai valdostani che devono fare i conti con il “blocco” della mobilità passiva; non sono state investite adeguate risorse per la tutela e promozione della Salute mentale; non è stato creato un tavolo regionale di tutela dei diritti del malato;  ancora non sono state coinvolte le associazioni dei cittadini nella riorganizzazione dell’assistenza territoriale e purtroppo non si vedono all’orizzonte strategie per valorizzare tutte le professioni sanitarie.

L’Assemblea ad unanimità ha eletto Segretario regionale – Assunta Dodaro (già Responsabile del Punto integrato di Tutela e Referente Civico regionale nel progetto AgeNas-Assessorato sanità) e Vice Segretario – Paola Giordano (già Referente della rete scuola).

Il Segretario regionale ed il suo Vice saranno affiancati da un Comitato direttivo tutto al femminile così composto: Anna Maria Vencato, Aurelia Mosele, Celestina Gaillard, Fiona Villani, Giorgia Caddeo, Helga Zen e Monica Seganfreddo.

Giovan Battista De Gattis, Segretario regionale uscente, continuerà a partecipare attivamente alla vita del Movimento assumendo il ruolo di Responsabile Back office di CittadinanzAttiva della Valle d’Aosta.

Nella foto da sinistra a destra, Assunta Dodaro e Paola Giordano.

Pubblicato in: Etica, Politica

La democrazia partecipativa non è usare i soggetti “più civici” per raccogliere voti

La democrazia partecipativa è un campo di sperimentazione in cui definire forme e procedure di riforma della democrazia che devono mirare ad una reale inclusione dei cittadini nel processo politico che ha direttamente o indirettamente una ricaduta sulle loro vite.

Seguire la strada sperimentale della democrazia partecipativa (o meglio dell’attivismo civico) vuol dire tentare di riformare, arricchire, integrare o modificare i paradigmi tradizionali della democrazia, senza aspettare che qualcuno ne definisca lo schema teorico o il modello di riferimento; muoversi in un contesto nuovo e tutto da strutturare, presentando nuovi tipi di soggetti nell’arena pubblica in grado di modificare atteggiamenti e comportamenti degli altri attori che a loro volta modificheranno il sistema delle relazioni politiche in essere.

Ormai i cittadini si organizzano in diverse forme, con motivazioni e modelli operativi nuovi che non sono quelli tradizionali della partecipazione politica attraverso i partiti, i quali hanno iniziato a comprendere che è ora di cambiare registro.

Questi movimenti, associazioni, cooperative, comitati locali (fatti di cittadini) tendono a non partecipare al processo politico e contestualmente risulta difficile definire la parte sociale di cui sono portatori di interesse, o meglio con i criteri tradizionali non è di immediata comprensione che essi sono attori nel ciclo di policy making e che esercitano poteri autonomi inerenti la tutela dei diritti, la cura dei beni comuni, l’empowerment di soggetti in difficoltà e/o che stanno vivendo un’emergenza; ovvero portano avanti compiti che hanno a che fare con l’interesse generale e non sono pertanto catalogabili come organizzazioni deputate al mero perseguimento di legittimi interessi privati.

Pertanto chi cerca di strumentalizzare questa nuova forza costruttiva della società è da condannare senza se e senza ma, perché manca di rispetto ai cittadini che vogliono essere parte attiva nel processo politico a prescindere dal momento del voto.

Le forze politiche che sono convinte di recuperare il consenso solo attraverso la messa in campo dei soggetti “più civici”, magari cercando anche di mascherare progetti che di civico hanno molto poco, di fatto aumenteranno la sfiducia ed il calo della partecipazione alla politica con una conseguente crescita dell’astensionismo o dei movimenti di protesta.

Giovan Battista De Gattis

Pubblicato in: Etica, Politica

Un passo indietro dal Progetto di lista civica

e-che-c-ho-scritto-jo-condorFacendo riferimento al Progetto di lista civica presentato lo scorso dicembre, in qualità di cittadino e di rappresentante di un Movimento politico di partecipazione civica che compie quest’anno 40 anni, ritengo opportuno fare un passo indietro invitando i nostri aderenti/simpatizzanti a fare lo stesso.

La decisione è maturata dopo aver partecipato alla I Assemblea del progetto civico ed essermi confrontato con diverse persone a cui non risulta chiaro, tra le altre cose, come una commissione ristretta possa individuare i “migliori” candidati in assenza di criteri di selezione.

Giovan Battista De Gattis – Segretario CittadinanzAttiva della Valle d’Aosta

 

Pubblicato in: Etica, Professione infermieristica, Sanità e politiche sociali

Microcomunità di Variney: a chi spetta dotare le infermiere delle attrezzature di lavoro?

Di recente siamo venuti a conoscenza che le infermiere della Microcomunità di Variney non possono più stampare nell’ambulatorio infermieristico a causa di problemi tecnici alla loro stampante da tavolo e così, in data 06 novembre, abbiamo chiesto l’intervento del Presidente dell’Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin.

Non avendo avuto nessun riscontro scritto, abbiamo coinvolto il Difensore Civico ottenendo in data 22/12/2017 una lunga relazione del Presidente e Segretario Generale, sintetizzabile in 5 punti:

  • la stampante in questione risulta inservibile e dalle verifiche effettuate non compare nell’inventario; l’acquisto potrebbe essere stato fatto anni fa con l’economato a titolo di cortesia per agevolare il lavoro delle infermiere;
  • per affrontare la criticità è stato dato mandato alle infermiere di utilizzare quella in rete degli uffici esterni alla Microcomunità;
  • non risultano convenzioni o disposizioni con l’Azienda USL sulla fornitura di dotazioni al personale in servizio presso la Microcomunità, risulta che vi era stato in passato un gruppo di lavoro in CELVA per la formulazione di una convenzione tipo, operazione mai però conclusa;
  • ad oggi bisogna ancora definire con precisione a chi spetti dotare le infermiere delle attrezzature di lavoro, comprese quelle di tipo sanitario;
  • il costo ottimale non comprende i servizi infermieristici che sono competenza dell’USL.

Preso atto della relazione di cui sopra abbiamo segnalato al Presidente dell’Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin, alla Direzione Strategica AUSL e al Difensore Civico che a nostro avviso l’avere messo a disposizione la stampante di rete degli uffici (esterni alla Microcomunità) non garantisce il rispetto del sesto diritto della Carta Europea dei Diritti del Malato, ovvero non è una soluzione che permette di proteggere adeguatamente tutti i dati e le informazioni relative allo stato di salute di un individuo, nonché ai trattamenti medici o chirurgici ai quali esso è sottoposto.

In attesa che venga stabilito a chi spetti dotare le infermiere delle attrezzature di lavoro – comprese quelle di tipo sanitario – abbiamo informato gli uffici competenti che, in data odierna, l’équipe infermieristica della Microcomunità di Variney riceverà in prestito una nuova stampante da tavolo.

Pubblicato in: Politica, Sanità e politiche sociali

Sanità: anche i valdostani iniziano ad essere stanchi di aspettare e mettere mano al portafoglio

I cittadini vogliono curarsi nel servizio sanitario pubblico, perché si fidano di questo e non possono sostenere i costi di un’assistenza privata; ma fanno i conti con liste di attesa lunghe, costo elevato dei ticket e dei farmaci e con un’assistenza territoriale che, più del passato, registra carenze e disservizi.

A mostrarlo sono i dati del XX Rapporto PIT Salute di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, dal titolo “Sanità pubblica: prima scelta, ma a caro prezzo”, presentato il 12 dicembre a Roma e realizzato con il sostegno non condizionato di IPASVI, FNOMCeO e FOFI.

Il rapporto mette a fuoco problemi che stiamo vivendo anche in Valle d’Aosta: i cittadini non ce la fanno più ad aspettare e a metter mano al portafoglio per curarsi ed anche le vie dell’intramoenia o del privato sono diventate insostenibili.

Dalla legge di bilancio nazionale arrivano pochi e deboli segnali: se da una parte si comincia a metter mano al superticket, anche a seguito di una nostra battaglia, seppur in maniera insufficiente, dall’altra sul finanziamento del SSN arrivano segnali pericolosi che fanno intravedere il rischio di un suo forte depotenziamento. A livello regionale il famoso tesoretto potrebbe dare una boccata d’ossigeno, ma ad oggi non è dato sapere in che modo sarà utilizzato.

A fronte di dimissioni ospedaliere sempre più anticipate e problematiche, la rete dei servizi socio-sanitari territoriali non è in grado di dare risposte alle persone in condizioni di “fragilità” come gli anziani soli, le persone non autosufficienti o con cronicità e quelle con sofferenza mentale.

È per questo che chiediamo all’Assessore Bertschy di:

  1. rafforzare gli interventi in sanità e le politiche sociali;
  2. contestualizzare il Piano Nazionale della Cronicità;
  3. rilanciare gli investimenti sul Sistema Sanitario Regionale in termini di risorse economiche, di interventi strutturali per ammodernamento tecnologico ed edilizia sanitaria, nonché sul personale sanitario;
  4. definire una nuova strategia regionale per governare tempi di attesa ed intramoenia;
  5. alleggerire ulteriormente il peso dei ticket tenendo conto anche dei cambiamenti sociali e dell’alto tasso di rinuncia alle cure.
Pubblicato in: Professione infermieristica, Sanità e politiche sociali

Anche la Valle d’Aosta aderisce all’Osservatorio civico sulla professione infermieristica

Quella dell’infermiere in realtà è tra le professioni sanitarie più vicine ai cittadini. E lo dimostrano con la loro disponibilità che, secondo i dati rilevati da CittadinanzAttiva attraverso il recente Monitoraggio civico sull’assistenza sanitaria territoriale è riconosciuta dal 59,52% dei cittadini: all’interno del servizio ADI 7 su 10 infermieri sono reperibili nella fascia oraria della mattina, più di qualunque altra professione sanitaria, medici compresi.

Ma come tutte le professioni sanitarie, colpite pesantemente dai blocchi del turn over e quindi senza ricambio di organici, sempre più ridotti, i dati che li riguardano – questa volta rilevati nel Rapporto Pit Salute – parlano anche di scarsa assistenza infermieristica e medica nel 35,1% dei casi e, peggio, in ospedale il 18,4% è considerato responsabile di comportamenti “poco umani” (13,7% del 2014 e inferiore a quello dei medici: 50,5%).

“Colpa non solo di ritmi di lavoro che di umano hanno ben poco – commenta la presidente Ipasvi, Barbara Mangiacavalli – ma anche del fatto che quasi nella totalità dei casi un infermiere deve lavorare almeno per due, vista la carenza di organici e la scarsa disponibilità organizzativa delle aziende. Abbiamo denunciato noi per primi la carenza di almeno 50mila infermieri di cui circa 20mila in ospedale e gli altri sul territorio. I blocchi del turn over e le politiche di risparmio di spesa finora hanno provocato in questo senso seri danni all’assistenza e lo dimostra il fatto che il Pit salute ha rilevato le lamentele dei pazienti che non trovano infermieri (ma non solo) a sufficienza in ospedale. Se poi alla carenza di organici si somma l’obbligo, finora spesso disatteso, di rispettare le norme europee sull’orario di lavoro, il mix diventa micidiale per garantire servizi e assistenza di qualità e tempestiva, come spesso i bisogni dei pazienti richiedono”.

Proprio per questo è partito in questi giorni l’Osservatorio civico sulla professione infermieristica, grazie alla collaborazione tra Federazione Ipasvi e CittadinanzAttiva.

Il contesto in cui si colloca l’iniziativa è quello secondo il quale CittadinanzAttiva vede nella professione infermieristica un importante ruolo nel processo di offerta e garanzia di salute ai cittadini.

Nel futuro della sanità, a fronte dei bisogni di salute della popolazione e in particolare della domanda di cura delle fasce più fragili, gli infermieri sono chiamati ad esercitare un ruolo sempre più incisivo, basato sulla sinergica collaborazione con i medici e gli altri professionisti sanitari, che riconosca le professionalità acquisite, e capaci di contribuire ad innalzare la qualità della risposta assistenziale ai cittadini.

“Siamo convinti che la capacità di risposta del Ssn alle aspettative e ai bisogni assistenziali dei cittadini – ha dichiarato Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-CittadinanzAttiva – soprattutto nel caso della cronicità e non autosufficienza, possa e debba migliorare, anche attraverso un maggior investimento e valorizzazione delle professioni che sono cresciute negli anni, come quella infermieristica, già previsto in vari atti di programmazione. Oggi l’infermiere è un professionista laureato, che ha sviluppato competenza ed esperienza che gli permettono di essere una risorsa importante anche per sostenere l’innovazione organizzativa che il Ssn è chiamato a realizzare, a partire ad esempio dall’attuazione del Piano Nazionale della Cronicità”.

Invece ci si confronta ancora con cronica carenza di personale infermieristico, oltre che di altri professionisti, gestito con “minutaggi” e “tempari” che incidono sul tempo e sulla qualità del tempo dedicato al paziente, sulla qualità e accessibilità alle cure e ai servizi e sui costi privati che quindi i cittadini devono sostenere per l’assistenza di cui necessitano. È evidente che c’è un gran bisogno di riallineare le politiche pubbliche con i bisogni dei cittadini. Anche la comunicazione, la relazione e l’umanizzazione dell’assistenza sono ambiti sui quali è necessario lavorare di più e non possono certo essere marginali o trascurati.

L’Osservatorio ha tre obiettivi:

  1. Riconoscere il valore della professione infermieristica e renderla ancor più strategica;
  2. far fare un ulteriore passo in avanti nel rapporto tra infermiere e cittadino, cercando di intercettare criticità e aspettative di questi ultimi;
  3. trovare comuni linee strategiche di azione che possano orientare la professione verso la migliore qualità dell’offerta.

L’Osservatorio prevede un’indagine civica di natura esplorativa (target cittadini e pazienti) che punterà a raccogliere dati su diversi aspetti quali ad esempio: ambito relazionale, educativo, professionale, gestionale ed etico (es. “prestazioni richieste agli infermieri, “forza lavoro e percezione della qualità delle prestazioni ricevute”, “competenze”, “gestione della relazione” ecc.)

E’ stato predisposto un questionario da parte dell’Agenzia di Valutazione civica (AVC) di CittadinanzAttiva con la collaborazione dei rappresentanti di Associazioni dei pazienti, società scientifiche e Ipasvi, i cui risultati saranno raccolti in un rapporto che sarà presentato nei primi mesi del 2018.

Gli infermieri sono, secondo i dati di CittadinanzAttiva già sopra citati, i più presenti nelle cure domiciliari: 84,31 per cento. Una presenza che secondo il monitoraggio dei servizi sul territorio “Fuori dall’Ospedale dentro le Mura Domestiche”, di CittadinanzAttiva, è seguita al 73,87%  da medici di famiglia e pediatri di libera scelta.

E non è solo un fatto di presenza o reperibilità: a contribuire alla definizione della diagnosi, dopo i medici specialisti (85.71%) e quelli di famiglia (35.06%), sono proprio gli infermieri (7.79%), seguiti poi da psicologi (5.19%) e assistenti sociali (1.30%).

Ma i dati negativi sulla scarsa assistenza e la poca umanità non piacciono all’Ipasvi che vuole con lo strumento dell’Osservatorio mettere a fuoco il nodo del problema per affrontarlo come Federazione sul piano professionale, etico e deontologico: “La nostra professione – continua Mangiacavalli – ha come scopo: il rapporto coi pazienti. È per noi un elemento valoriale importante sia professionalmente che per il ‘patto col cittadino’ che da anni ci caratterizza. Per noi è essenziale avere una relazione privilegiata con loro, per comprendere come ci vedono e come possiamo soddisfare nel modo migliore i loro bisogni di salute. Per questo abbiamo attivato l’Osservatorio civico.”

“L’Osservatorio civico sulla professione infermieristica, nasce proprio come un programma partecipato da cittadini e infermieri per individuare in modo condiviso i nodi critici e le azioni di miglioramento sui quali lavorare tutti insieme”, ha concluso Aceti. “Apprezziamo la scelta della Federazione Ipasvi per aver deciso di mettersi in gioco e per aver voluto mettere davvero al centro della propria professione il bisogno dei cittadini e auspichiamo che lo stesso percorso possa essere compiuto anche con altre figure professionali”.