Pubblicato in: Politica, Sanità e politiche sociali

Rapporto di CittadinanzAttiva sull’assistenza sanitaria territoriale: uno stralcio dei dati della Valle d’Aosta

Sigle e modelli diversi per definire le unità che si occupano di cure territoriali, offerte di servizi disomogenee, assistenza domiciliare non per tutti e a rischio sotto il profilo della qualità e quantità. Per fare alcuni esempi, i Centri diurni per la salute mentale sono in media 29,8 per Regione (sul campione intervistato) ma si va dai 3 del Molise ai 69 della Toscana passando per i 21 di Puglia e Piemonte e i 28 dell’Emilia Romagna. Idem per i Centri per l’Alzheimer che vanno dall’1 del Molise ai 109 del Veneto con 4 in Campania, 8 in Puglia e 11 in Umbria. E il 40% delle Regioni intervistate è sprovvisto di Centri diurni per persone con autismo.

I cittadini apprezzano la disponibilità e professionalità degli operatori delle cure domiciliari, ma lamentano in due casi su cinque una eccessiva rotazione nel personale inviato a casa. Sempre lunghi i tempi per l’attivazione dei servizi a domicilio: uno su cinque attende oltre dieci giorni; più di un mese di attesa per un quarto dei cittadini che necessitano di letti antidecubito, o di traverse e pannoloni; un cittadino su tre attende oltre un mese anche per la carrozzina, e uno su dieci per ottenere farmaci indispensabili.

Questi in sintesi i principali risultati del Monitoraggio dei servizi sul territorio, fuori dall’ospedale dentro le mura domestiche, realizzato da CittadinanzAttiva – Tribunale per i diritti del malato con il contributo non condizionato di ABBVIE e presentato ieri a Roma.

Ecco uno stralcio dei dati presenti nel rapporto:

In Valle d’Aosta l’Area Territoriale è suddivisa in due distretti: Distretto 1-2 con un bacino di utenza di 88008 unità ed il Distretto 3-4 con un bacino di utenza pari a 46000 unità.

Nel 2016 il taglio dei posti letto ospedalieri rispetto al dato del 2015 interessa circa il 60% delle Regioni campione. Mentre Puglia, Lazio e Umbria non eliminano posti letto, in Campania, Emilia Romagna e Veneto la flessione media è del 2,74%, la Toscana è marginalmente interessata dal fenomeno con uno 0,11% e la Valle d’Aosta con un 11,70%.

Alla domanda sulla presenza nel territorio di forme di associazionismo di MMG e PLS precedenti alla Legge Balduzzi il quadro generale si modifica: Puglia e Valle d’Aosta che non avevano indicato aggregazioni funzionali territoriali assimilabili alle AFT, di fatto, segnalano la presenza di forme di associazionismo “ante Balduzzi” e incrementano la percentuale di presenza di aggregazioni sul territorio al 90%.

Venendo alle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) e premesso che la denominazione delle stesse presenta confini sottili, poiché in qualche Regione la terminologia ha assunto significati che richiamano ad esempio alle Case Di Riposo, alle Residenze Protette, agli Istituti di Riabilitazione Geriatrica ecc., escluso il dato dell’Emilia Romagna che non è pervenuto, le restanti 9 regioni indicano numeri che oscillano da un minimo di 1 in Valle d’Aosta a un massimo di 789 in Veneto.

I Centri diurni di ambito salute mentale sono presenti nell’80% dei casi in tutte le regioni monitorate, fanno eccezione il Veneto e la Valle d’Aosta.

Nell’ottica della riorganizzazione dell’assistenza territoriale, il 70% delle Regioni rispondenti (Lazio, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto e Molise), ha effettuato negli ultimi 3 anni una valutazione del fabbisogno e della domanda di salute della popolazione di riferimento.

La Rete Terapia del dolore e Cure palliative in età pediatrica risulta presente nel 70% delle regioni ad eccezione di Puglia, Valle d’Aosta e Umbria.

La Regione con il maggior numero di PDTA attivati, tra quelle intervistate, è il Molise: un dato interessante se si pensa che fino al 2014 tali percorsi erano una prerogativa delle regioni Centro-Nord. La Campania ha investito nel PDTA per la BPCO (gli altri dati non sono pervenuti) e l’Umbria nel PDTA per Diabete tipo I e II. L’Umbria, rispetto ai PDTA indagati dal monitoraggio, segnala il PDTA del paziente con Dolore Toracico in Pronto Soccorso e del paziente con sospetta Tromboembolia polmonare in Pronto soccorso; da segnalare che la Valle d’Aosta ha investito nel PDTA Demenze, non ricompreso tra quelli oggetto di indagine. Solo Emilia Romagna, Lazio, Valle d’Aosta e Veneto hanno definito strumenti di valutazione standardizzati per i PDTA (40%).

La percentuale di ASL che ha aderito ai percorsi di telesalute o teleconsulto, oscilla da un minimo di 22% in Veneto ad un massimo in Molise, Puglia, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta (100%). Per ciò che riguarda la teleassistenza e il telemonitoraggio si va da un minimo 10% di adesione (Piemonte) ad un massimo di adesione in Valle d’Aosta (100%).

Nelle Aziende Sanitarie monitorate è presente una media di 398 medici di medicina generale (MMG) la cui quasi totalità è coinvolta nelle nuove forme di associazionismo complesso (assimilabili alle Aggregazioni Funzionali Territoriali AFT / Unità Complessa di Cure Primarie UCCP). Il numero minimo di MMG si registra nella AUSL della Valle D’Aosta (n=89) mentre il numero massimo (n=1163) nella AUSL Toscana Centro. Il numero medio pediatri di libera scelta (PLS), rispetto al totale delle 36 aziende intervistate, è di 65 con una presenza minima nella AUSL della Valle D’Aosta (n=6) e massima di 210 nella AUSL Toscana Centro.

Pubblicato in: Politica

In politica le promesse non si mantengono

Son passati quattro anni dalle ultime elezioni regionali e fino ad oggi ne abbiamo viste di tutti i colori, tranne il raggiungimento degli obiettivi presentati in campagna elettorale.

Onde evitare ragionamenti populisti, è nostra abitudine riflettere sugli avvenimenti con sufficiente distacco affinché si favorisca una visione sistemica delle cose e non la mera valorizzazione di un segmento di “verità” che, il più delle volte, rischia di farci perdere delle importanti sfumature del problema generale: per fare questo, nonostante il caldo e la serpeggiante sfiducia civica verso la politica, siamo andati a recuperare gli obiettivi trasversali delle forze politiche in campo nel 2013; confrontandoci con chi ha ancora voglia di parlare di questi argomenti, abbiamo verificato quanti ne sono stati raggiunti fino ad oggi.

Purtroppo dobbiamo prendere atto che l’80% non è stato raggiunto:

  • dell’attualizzazione della norma statutaria inerente la zona franca non ne abbiamo più sentito parlare;
  • sul contrasto alla criminalità organizzata, basta leggere i quotidiani per capire dove siamo arrivati;

  • la promozione dell’autonomia la stiamo facendo al contrario, mostrando al resto d’Italia il lato oscuro della Valle d’Aosta;

  • il dialogo tra Istituzioni e cittadini va a singhiozzo come un’automobile con le candele sporche;

  • il sistema economico regionale stenta a riprendersi;

  • tenersi un posto di lavoro e/o trovarlo è ormai un lusso;

  • azioni incisive per il sostegno della famiglia non ne abbiamo ancora viste;

  • le persone fragili sono sempre più in difficoltà, ma le risposte concrete tardano ad arrivare.

Pertanto, dopo quattro anni di legislatura, il Consiglio Valle ha raggiunto solo 2 dei 10 obiettivi presentati dagli eletti nell’ultima campagna elettorale: regionalizzare la ferrovia e gestire i rifiuti nel rispetto del referendum del 2012.

Ecco, al netto delle proprie idee politiche e delle indagini in corso, quando ci chiameranno a votare per il prossimo Consiglio Valle teniamo a mente anche i dati sopra descritti e che le promesse da marinaio, per antonomasia, sono quelle che non verranno mai mantenute.

Pubblicato in: Sanità e politiche sociali

Patologie oncologiche e lavoro

​L’esperienza della malattia tumorale rappresenta una sfida complessa per il paziente, per la sua famiglia e per i sanitari coinvolti nella assistenza. Dopo una diagnosi di cancro niente appare più come prima, anche perché tutte le scale di valore e di priorità risultano alterate o ridimensionate.

I pazienti e i familiari coinvolti nella malattia spesso devono far fronte al disorientamento, ai dubbi decisionali, alle difficoltà pratiche ed organizzative, ivi comprese quelle lavorative ed economiche.

In assenza di normativa specifica in materia, la circolare n. 40/2005 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, riepiloga le norme a tutela dei lavoratori affetti da patologie oncologiche e rappresenta il principale riferimento giuridico cui riferirsi.

Diverse sono le agevolazioni previste per i pazienti affetti da patologia oncologica, ma di fatto i soggetti che hanno un rapporto di lavoro privato ci segnalano spesso di dover “contrattare” con il datore di lavoro che si trova a fare i conti con assenze prolungate ed una risorsa umana debilitata; una persona che vorrebbe lavorare, ma non ha le forze e contestualmente ha paura di soccombere alla malattia oppure di perdere il proprio posto di lavoro, con la conseguenza di non potersi più curare e/o supportare economicamente la propria famiglia.

Spesso i pazienti oncologici (o i loro familiari) si trovano in difficoltà anche perché non sono a conoscenza dei propri diritti, tra cui è importante ricordare:

  • Giorni di assenza per terapie salvavita: in caso di prescrizione di terapie salvavita (chemio e radioterapia), alcuni contratti di lavoro prevedono che i giorni di assenza del lavoratore per ricovero ospedaliero o trattamento in Day Hospital per sottoporsi alle cure, siano retribuiti interamente ed esclusi dal computo per assenza per malattia, prolungando così il periodo di comporto.
  • Periodo di comporto: un periodo di tempo predeterminato, connesso con le necessità di malattia, durante il quale è prevista e permessa l’assenza dal lavoro. Variabile secondo i contratti e la cui conoscenza è determinante per evitare rischi di riduzione di stipendio e licenziamento.
  • Congedo retribuito per cure: diritto ad usufruire di un congedo di 30 giorni l’anno (anche non continuativi) per cure mediche connesse allo stato di invalidità. I giorni di congedo straordinario per cure si sommano ai giorni di malattia previsti dal contratto di lavoro e non sono computati ai fini del periodo di comporto.
  • Aspettativa non retribuita: periodo di congedo, continuativo o frazionato, non superiore ai 2 anni, durante il quale il dipendente conserva il posto di lavoro, senza alcuna retribuzione. Il congedo non è computabile ai fini di anzianità di servizio o previdenziale ma può essere riscattato con contributi volontari. Può essere richiesta anche dal familiare lavoratore che assiste con continuità ed in via esclusiva un parente o un affine entro il terzo grado, ancorché non convivente.
Pubblicato in: Sanità e politiche sociali

In Valle manca una strategia sui Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali

In Valle d’Aosta non esiste, o non è così evidente e sviluppata, una vera strategia sui Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA). Per questo proponiamo un “sistema regionale PDTA” volto a garantire l’elaborazione e l’aggiornamento costante, l’individuazione dei punti irrinunciabili del percorso/garanzie che vanno garantiti in Valle d’Aosta (nel rispetto delle competenze nazionali), oltre che la valutazione degli esiti di salute ed economici che questi strumenti producono.

Gli attori del “sistema regionale PDTA” dovrebbero essere, oltre alle istituzioni preposte, le organizzazioni civiche e di pazienti insieme a quelle dei professionisti sanitari. In tal senso proponiamo l’attivazione e la realizzazione di una “rete regionale” che sul tema complessivo del PDTA e loro implementazione sia costantemente presente nei diversi luoghi, livelli e fasi di governo dei percorsi di sviluppo, con il compito di monitorare, valutare, implementare gli strumenti messi in campo; realizzare scambi di buone pratiche nel campo di applicazione, facilitare percorsi inclusivi di messa in rete delle informazioni e sviluppare programmi di prevenzione specifici.

L’assistenza per le persone affette da cronicità rappresenta una fetta consistente di lavoro e di investimenti economici che il Servizio Sanitario si trova ad affrontare, proprio per l’impatto che questo tipo di patologie hanno sia sulla qualità della vita della persona con ricadute dirette nella sua sfera personale, sociale e lavorativa, sia sotto il profilo economico.

Proprio da questa difficoltà nasce l’esigenza di rivisitare criticamente tutti gli attuali strumenti e percorsi adottati per renderli davvero “al servizio del paziente”, attraverso un approccio sistematico ed integrato alla cronicità che finalmente avvii un’azione coordinata tra tutte le componenti e gli attori del sistema assistenziale.

L’adozione di strumenti di governance che possano garantire uno standard omogeneo di cure su ed allo stesso tempo un efficace utilizzo delle risorse economiche disponibili è riconosciuta come la strada da percorrere. Tra i numerosi strumenti di governance, l’utilizzo di Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA) è fondamentale in quanto assicurano la presa in carico del paziente attiva e totale, a partire dalla prevenzione fino alla riabilitazione, garantendo una diagnosi precoce, l’integrazione degli interventi e l’equità di accesso ai trattamenti, riducendo il ricorso alla necessità di spostarsi per curarsi (mobilità sanitaria).

I PDTA concorrono a ridurre il tempo di attesa per la diagnosi favorendo una migliore gestione e presa in carico del paziente; favoriscono la diagnosi precoce che significa, nella maggior parte dei casi, una malattia meno aggressiva, che può richiedere meno interventi sanitari e/o farmaci (anche costosi) per la cura e quindi più semplicemente una patologia che costa meno.

La finalità del PDTA è di riunire le varie competenze necessarie per la gestione di patologie così complesse, creando un percorso guidato (e basato sulle evidenze) a disposizione del paziente e del professionista, garantendo a tutti i pazienti il massimo standard assistenziale, migliorando così di gran lunga gli stessi outcomes assistenziali.

Pubblicato in: Sanità e politiche sociali

Utopia e sanità

In sanità bisogna avere passione, non si possono eseguire ordini e basta o pensare di fare il proprio lavoro come su una catena di montaggio, ecco perché il nuovo Direttore Generale dell’AUSL dovrà dimostrare di avere una marcia in più per dare il giusto valore alle risorse umane e ai cittadini: creare loro le condizioni per poter rivalutare le regole ed i processi che governano la sanità valdostana.

Il Dott. Rubbo è sicuramente un professionista di alto livello, ma è utopia credere che la futura Direzione strategica riesca a “rimettere in sesto” l’Azienda in meno di un anno.

Senza una sinergica collaborazione tra le diverse forze politiche ed una continuità manageriale, i servizi sanitari sono destinati a peggiorare molto più velocemente di quanto si possa immaginare; ecco perché ci auspichiamo che la nuova Direzione strategica possa continuare a lavorare anche dopo le elezioni 2018, a prescindere dalle forze politiche che diventeranno maggioranza di governo.

Per quanto riguarda i suoi obiettivi di mandato, accogliamo con piacere il fatto che sarà parte attiva nella discussione della variante progettuale del Presidio unico ospedaliero, tuttavia speriamo che nella sua agenda trovino spazio anche altre questioni che stanno a cuore dei cittadini, tra cui:

Il contenimento delle liste di attesa, che pensando alla Dermatologia comporta anche la revisione dell’atto aziendale;

Il potenziamento dell’assistenza territoriale, che richiede un investimento di risorse economiche ed umane;

La Prevenzione e la Promozione della salute, che non devono essere marginalizzate;

La garanzia di servizi sanitari di qualità, che transita dalla valorizzazione e formazione delle risorse umane in virtù dei bisogni socio-sanitari presenti sul territorio.

 

Pubblicato in: Sanità e politiche sociali

La valutazione partecipata ed il miglioramento delle strutture di ricovero

IMG-20170503-WA0020

Il progetto “La valutazione partecipata ed il miglioramento delle strutture di ricovero”, promosso dall’Agenzia Nazionale per i servizi sanitarirappresenta un esempio virtuoso di valutazione civica: una ricerca azione realizzata dai cittadini per far valere il proprio punto di vista.

La valutazione civica in Europa è praticata quasi soltanto in Italia ed è applicabile a tutti i campi della vita pubblica: sanità, scuola, servizi pubblica utilità, ecc… La valutazione civica è una procedura pubblica e deve essere espressione della cittadinanza attiva.

Il nostro Movimento, per promuoverla, nel 2010 si è dotata di una propria Agenzia di Valutazione civica ed utilizza dal 2001 una specifica metodologia denominata AUDIT CIVICO®, depositata all’Ufficio marchi e brevetti. Ogni valutazione civica si muove dalla costituzione di un gruppo di monitori che nel Progetto dell’AgeNas è stato chiamato équipe locale.

Per costituire questa équipe il Referente civico regionale (Assunta Dodaro, Referente Punto Integrato di Tutela di Cittadinanzattiva della Valle d’Aosta) in collaborazione con il Referente Regionale (Dott.ssa Patrizia Vittori) ha coinvolto il CSV della Valle d’Aosta ed il Tavolo di confronto in capo all’ AUSL, ottenendo l’adesione dei seguenti cittadini:

Annamaria Vencato – TDM di Cittadinanzattiva della Valle d’Aosta

Carla Barbieri – Associazione V.IO.L.A.

Daniela Lale Demoz – Associazione Volontari Soccorso Grand Paradis

Egidio Marchese – Associazione Valdostana Paraplegici

Franca Carcereri – Associazione Nazionale Emodializzati

Martino Cristoferi – CODACONS Valle d’Aosta

Da marzo a giugno l’équipe visiterà i diversi reparti dell’AUSL e registrerà i dati raccolti sugli strumenti creati da AgeNas in collaborazione con l’Agenzia di Valutazione civica di Cittadinanzattiva; successivamente stilerà un Piano di miglioramento da sottoporre all’Assessorato e all’AUSL della Valle d’Aosta.

Il nostro Movimento è molto soddisfatto del lavoro fin qui svolto ed auspica che la sinergica e proficua collaborazione messa in campo per questo progetto possa rappresentare solo l’inizio di una reale e duratura valorizzazione della partecipazione civica.

Pubblicato in: Sanità e politiche sociali

Primary Nursing in Aosta Valley

Il Centro Studi Professioni Sanitarie di Torino (CESPI) sta attualmente collaborando con l’AUSL Valle d’Aosta a un progetto di miglioramento della qualità assistenziale infermieristica basata sull’implementazione del modello Primary Nursing (PN) in tutte le strutture ospedaliere.

La nascita del PN è storicamente e culturalmente legata ad una crescente richiesta da parte dell’utenza di un’assistenza umana e basata sulla relazione; supera l’efficientismo industriale dei  modelli assistenziali classici, ancorati a una logica funzionale e ad una frammentazione dell’assistenza in attività, ovvero persegue attivamente la centralità del paziente all’interno del processo di cura.

Il PN, infatti, prevede che a ogni assistito venga assegnato un infermiere di riferimento, interlocutore principale per tutta la durata del percorso di cura, il quale pianifica l’assistenza con la persona, assumendone la diretta  responsabilità.

Dati di letteratura, tuttavia, richiamano alla necessità di documentare in maniera più  analitica i benefici derivanti dall’applicazione del modello in termini di outcome per il paziente: la soddisfazione dell’utenza rispetto ai servizi erogati è uno di questi, ma troppo spesso tralasciato o sottostimato.

CESPI, AUSL Valle d’Aosta, Corso di Laurea in Infermieristica di Aosta e CittadinanzAttiva della Valle d’Aosta condurranno nei mesi di aprile-maggio-giugno, parallelamente al progetto di implementazione, una valutazione sistematica della soddisfazione dei pazienti in relazione alle cure infermieristiche: per mezzo di rilevatori esterni  all’azienda e attraverso la somministrazione della versione italiana del questionario Newcastle Satisfaction with Nursing Scales si monitoreranno le modificazioni del livello di soddisfazione dell’utenza in relazione al cambiamento organizzativo.

Pubblicato in: Servizi Fiscali

Siglata la convenzione con lo Studio Bozzetti

Il 12 aprile è stata siglata la convenzione tra CittadinanzAttiva della Valle d’Aosta ed il Tributarista Qualificato Lapet (L. 04/2013) – Luigi Bozzetti che, dopo essere stato per anni il Responsabile Fiscale della CISL Servizi Valle d’Aosta, ha aperto nel capoluogo un proprio studio in Via Federico Chabod,92.

Grazie a questa nuova convenzione, i nostri aderenti potranno beneficiare di qualificate prestazioni fiscali a tariffe agevolate:

Tipo di pratica

Tariffa in convenzione

Elaborazione modello 730/2017

40 euro

Elaborazione modello Unico/2017

56 euro

Elaborazione modello RW

24 euro

Imu/Tasi

8 euro

Stampa C.U. Inps

4 euro

Modelli Inps (Red Icric Iclav Acc-AS/PS)

Gratuito

Isee

Gratuito

Trasmissione Unico precompilato

20 euro

Pagamento Telematico F24

8 euro

Inoltre, con il contributo aggiuntivo di euro 5,00, sarà possibile richiedere anche il “servizio a domicilio”.

Infatti, se si abita in uno dei seguenti comuni: Aosta, Aymavilles, Etroubles, Gignod, Gressan, Pollein, Quart, Saint Christophe, Saint Oyen, Saint Pierre, Saint-Rhémy e Sarre, si potrà beneficiare del ritiro dei documenti e relativa consegna della pratica elaborata direttamente al proprio domicilio.

“Il tributarista offre servizi in campo fiscale, tributario e societario con funzioni che possono spaziare dalla semplice tenuta delle scritture contabili alla consulenza fiscale, dall’assistenza al contribuente durante la stesura dei contratti al contenzioso, dalla cessione di aziende o rami di azienda ad ogni altra operazione in campo fiscale-tributario per la quale non esista una specifica legge. Garantisce la corretta applicazione delle leggi fiscali e tributarie. La sua responsabilità confina con le funzioni di pianificazione strategica e finanziaria. Possiede un’ampia cultura manageriale e legislativa. In particolare, in ambito economico aziendale, possiede ampie conoscenze relativamente a: ragioneria e gestione d’impresa. In ambito giuridico, oltre al diritto tributario conosce il diritto commerciale, comunitario e industriale, nonchè il diritto del lavoro e sindacale. Sa raccogliere le informazioni sulle normative e gestire il processo di stipulazione dei contratti, le compravendite e i contenziosi. Lo caratterizzano le capacità di analisi e l’accuratezza. E’ necessaria un’ampia esperienza maturata nel settore tributario e la disponibilità all’aggiornamento continuo nel settore legislativo di riferimento.”

Fonte: www.iltributaristalapet.it

Per maggiori informazioni è possibile contattare il nostro Punto Integrato di Tutela allo 01651756146 o scrivendo a pitvda@gmail.com

Pubblicato in: Le Faq del Cittadino

Ripristini stradali ed arredo urbano: qualche domanda per il Sindaco di Aosta

La buca o avvallamento è la tipica ipotesi di insidia stradale a causa della quale l’utente può perdere il controllo del proprio mezzo e patire danni più o meno gravi.
Copiosa la giurisprudenza che afferma l’autonoma pericolosità della buca, a prescindere dalle competenze di guida dell’utente e dalle condizioni di visibilità o di traffico; la presenza di tali insidie sulla strada deve essere sempre segnalata dal Comune in quanto custode dotato del potere di governo sulla cosa pubblica.
A tal proposito risulta emblematica la situazione di Corso Saint Martin in cui l’autobus deve quasi fermarsi tra una buca e l’altra per evitare di far cadere i propri passeggeri e gli automobilisti sono costretti a frenare all’improvviso per non “giocarsi” la coppa dell’olio.
Nel novembre 2015 il Comune di Aosta chiedeva maggior impegno e controllo a Telcha per il piano ripristini e scriveva su Aostainforma.it :
“I ripristini definitivi, come da convenzione, saranno infatti effettuati da Telcha nella primavera 2016, mentre in questa fase è richiesto un ripristino provvisorio in sicurezza post cantiere. In alcuni tratti di Via Saint-Martin e Via Festaz permangono tuttavia situazioni problematiche, soprattutto in corrispondenza di pozzetti e in alcuni tratti in cui le ricariche di asfalto hanno ceduto. Telcha si è resa disponibile, come già avvenuto in passato, ad intervenire nuovamente dove necessario.” 
Essendo che la situazione non sembra cambiata di molto rispetto al 2015 riteniamo opportuno chiedere al Sindaco:
– Come mai le strade di Aosta versano in queste condizioni?
– Cosa sta facendo l’Amministrazione comunale per porvi rimedio?
– Perché non vengono segnalate le buche presenti nell’asfalto?
– Qual è il cronoprogramma dei ripristini stradali e di manutenzione dell’arredo urbano?
Pubblicato in: Politica

Sondaggio di CittadinanzAttiva sulla rimborsopoli valdostana

Dopo la sentenza del 14 febbraio, pare evidente che nessuno dei Consiglieri condannati abbia intenzione di dimettersi.

Secondo molti dei nostri associati/simpatizzanti i condannati soggetti allimmagine1a sospensione prevista dalla Legge Severino dovrebbero dimettersi prima che gli uffici competenti completino l’iter burocratico e sarebbe opportuno che il Consiglio Valle approvasse in tempi brevi una legge elettorale in grado di garantire governabilità per andare al più presto ad elezioni anticipate.

Volendo ampliare la platea di interlocutori, abbiamo deciso di lanciare questo breve sondaggio on line con cui vogliamo raccogliere l’opinione dei cittadini, ovvero comprendere quanti sentono l’esigenza di organizzare una petizione di firme volta a chiedere le dimissioni immediate dei Consiglieri condannati dalla Corte di Appello di Torino.

Il sondaggio è anonimo ed aperto fino al 10 marzo. Per partecipare clicca qui.