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Un passo indietro dal Progetto di lista civica

e-che-c-ho-scritto-jo-condorFacendo riferimento al Progetto di lista civica presentato lo scorso dicembre, in qualità di cittadino e di rappresentante di un Movimento politico di partecipazione civica che compie quest’anno 40 anni, ritengo opportuno fare un passo indietro invitando i nostri aderenti/simpatizzanti a fare lo stesso.

La decisione è maturata dopo aver partecipato alla I Assemblea del progetto civico ed essermi confrontato con diverse persone a cui non risulta chiaro, tra le altre cose, come una commissione ristretta possa individuare i “migliori” candidati in assenza di criteri di selezione.

Giovan Battista De Gattis – Segretario CittadinanzAttiva della Valle d’Aosta

 

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Microcomunità di Variney: a chi spetta dotare le infermiere delle attrezzature di lavoro?

Di recente siamo venuti a conoscenza che le infermiere della Microcomunità di Variney non possono più stampare nell’ambulatorio infermieristico a causa di problemi tecnici alla loro stampante da tavolo e così, in data 06 novembre, abbiamo chiesto l’intervento del Presidente dell’Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin.

Non avendo avuto nessun riscontro scritto, abbiamo coinvolto il Difensore Civico ottenendo in data 22/12/2017 una lunga relazione del Presidente e Segretario Generale, sintetizzabile in 5 punti:

  • la stampante in questione risulta inservibile e dalle verifiche effettuate non compare nell’inventario; l’acquisto potrebbe essere stato fatto anni fa con l’economato a titolo di cortesia per agevolare il lavoro delle infermiere;
  • per affrontare la criticità è stato dato mandato alle infermiere di utilizzare quella in rete degli uffici esterni alla Microcomunità;
  • non risultano convenzioni o disposizioni con l’Azienda USL sulla fornitura di dotazioni al personale in servizio presso la Microcomunità, risulta che vi era stato in passato un gruppo di lavoro in CELVA per la formulazione di una convenzione tipo, operazione mai però conclusa;
  • ad oggi bisogna ancora definire con precisione a chi spetti dotare le infermiere delle attrezzature di lavoro, comprese quelle di tipo sanitario;
  • il costo ottimale non comprende i servizi infermieristici che sono competenza dell’USL.

Preso atto della relazione di cui sopra abbiamo segnalato al Presidente dell’Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin, alla Direzione Strategica AUSL e al Difensore Civico che a nostro avviso l’avere messo a disposizione la stampante di rete degli uffici (esterni alla Microcomunità) non garantisce il rispetto del sesto diritto della Carta Europea dei Diritti del Malato, ovvero non è una soluzione che permette di proteggere adeguatamente tutti i dati e le informazioni relative allo stato di salute di un individuo, nonché ai trattamenti medici o chirurgici ai quali esso è sottoposto.

In attesa che venga stabilito a chi spetti dotare le infermiere delle attrezzature di lavoro – comprese quelle di tipo sanitario – abbiamo informato gli uffici competenti che, in data odierna, l’équipe infermieristica della Microcomunità di Variney riceverà in prestito una nuova stampante da tavolo.

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Sanità: anche i valdostani iniziano ad essere stanchi di aspettare e mettere mano al portafoglio

I cittadini vogliono curarsi nel servizio sanitario pubblico, perché si fidano di questo e non possono sostenere i costi di un’assistenza privata; ma fanno i conti con liste di attesa lunghe, costo elevato dei ticket e dei farmaci e con un’assistenza territoriale che, più del passato, registra carenze e disservizi.

A mostrarlo sono i dati del XX Rapporto PIT Salute di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, dal titolo “Sanità pubblica: prima scelta, ma a caro prezzo”, presentato il 12 dicembre a Roma e realizzato con il sostegno non condizionato di IPASVI, FNOMCeO e FOFI.

Il rapporto mette a fuoco problemi che stiamo vivendo anche in Valle d’Aosta: i cittadini non ce la fanno più ad aspettare e a metter mano al portafoglio per curarsi ed anche le vie dell’intramoenia o del privato sono diventate insostenibili.

Dalla legge di bilancio nazionale arrivano pochi e deboli segnali: se da una parte si comincia a metter mano al superticket, anche a seguito di una nostra battaglia, seppur in maniera insufficiente, dall’altra sul finanziamento del SSN arrivano segnali pericolosi che fanno intravedere il rischio di un suo forte depotenziamento. A livello regionale il famoso tesoretto potrebbe dare una boccata d’ossigeno, ma ad oggi non è dato sapere in che modo sarà utilizzato.

A fronte di dimissioni ospedaliere sempre più anticipate e problematiche, la rete dei servizi socio-sanitari territoriali non è in grado di dare risposte alle persone in condizioni di “fragilità” come gli anziani soli, le persone non autosufficienti o con cronicità e quelle con sofferenza mentale.

È per questo che chiediamo all’Assessore Bertschy di:

  1. rafforzare gli interventi in sanità e le politiche sociali;
  2. contestualizzare il Piano Nazionale della Cronicità;
  3. rilanciare gli investimenti sul Sistema Sanitario Regionale in termini di risorse economiche, di interventi strutturali per ammodernamento tecnologico ed edilizia sanitaria, nonché sul personale sanitario;
  4. definire una nuova strategia regionale per governare tempi di attesa ed intramoenia;
  5. alleggerire ulteriormente il peso dei ticket tenendo conto anche dei cambiamenti sociali e dell’alto tasso di rinuncia alle cure.
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Anche la Valle d’Aosta aderisce all’Osservatorio civico sulla professione infermieristica

Quella dell’infermiere in realtà è tra le professioni sanitarie più vicine ai cittadini. E lo dimostrano con la loro disponibilità che, secondo i dati rilevati da CittadinanzAttiva attraverso il recente Monitoraggio civico sull’assistenza sanitaria territoriale è riconosciuta dal 59,52% dei cittadini: all’interno del servizio ADI 7 su 10 infermieri sono reperibili nella fascia oraria della mattina, più di qualunque altra professione sanitaria, medici compresi.

Ma come tutte le professioni sanitarie, colpite pesantemente dai blocchi del turn over e quindi senza ricambio di organici, sempre più ridotti, i dati che li riguardano – questa volta rilevati nel Rapporto Pit Salute – parlano anche di scarsa assistenza infermieristica e medica nel 35,1% dei casi e, peggio, in ospedale il 18,4% è considerato responsabile di comportamenti “poco umani” (13,7% del 2014 e inferiore a quello dei medici: 50,5%).

“Colpa non solo di ritmi di lavoro che di umano hanno ben poco – commenta la presidente Ipasvi, Barbara Mangiacavalli – ma anche del fatto che quasi nella totalità dei casi un infermiere deve lavorare almeno per due, vista la carenza di organici e la scarsa disponibilità organizzativa delle aziende. Abbiamo denunciato noi per primi la carenza di almeno 50mila infermieri di cui circa 20mila in ospedale e gli altri sul territorio. I blocchi del turn over e le politiche di risparmio di spesa finora hanno provocato in questo senso seri danni all’assistenza e lo dimostra il fatto che il Pit salute ha rilevato le lamentele dei pazienti che non trovano infermieri (ma non solo) a sufficienza in ospedale. Se poi alla carenza di organici si somma l’obbligo, finora spesso disatteso, di rispettare le norme europee sull’orario di lavoro, il mix diventa micidiale per garantire servizi e assistenza di qualità e tempestiva, come spesso i bisogni dei pazienti richiedono”.

Proprio per questo è partito in questi giorni l’Osservatorio civico sulla professione infermieristica, grazie alla collaborazione tra Federazione Ipasvi e CittadinanzAttiva.

Il contesto in cui si colloca l’iniziativa è quello secondo il quale CittadinanzAttiva vede nella professione infermieristica un importante ruolo nel processo di offerta e garanzia di salute ai cittadini.

Nel futuro della sanità, a fronte dei bisogni di salute della popolazione e in particolare della domanda di cura delle fasce più fragili, gli infermieri sono chiamati ad esercitare un ruolo sempre più incisivo, basato sulla sinergica collaborazione con i medici e gli altri professionisti sanitari, che riconosca le professionalità acquisite, e capaci di contribuire ad innalzare la qualità della risposta assistenziale ai cittadini.

“Siamo convinti che la capacità di risposta del Ssn alle aspettative e ai bisogni assistenziali dei cittadini – ha dichiarato Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-CittadinanzAttiva – soprattutto nel caso della cronicità e non autosufficienza, possa e debba migliorare, anche attraverso un maggior investimento e valorizzazione delle professioni che sono cresciute negli anni, come quella infermieristica, già previsto in vari atti di programmazione. Oggi l’infermiere è un professionista laureato, che ha sviluppato competenza ed esperienza che gli permettono di essere una risorsa importante anche per sostenere l’innovazione organizzativa che il Ssn è chiamato a realizzare, a partire ad esempio dall’attuazione del Piano Nazionale della Cronicità”.

Invece ci si confronta ancora con cronica carenza di personale infermieristico, oltre che di altri professionisti, gestito con “minutaggi” e “tempari” che incidono sul tempo e sulla qualità del tempo dedicato al paziente, sulla qualità e accessibilità alle cure e ai servizi e sui costi privati che quindi i cittadini devono sostenere per l’assistenza di cui necessitano. È evidente che c’è un gran bisogno di riallineare le politiche pubbliche con i bisogni dei cittadini. Anche la comunicazione, la relazione e l’umanizzazione dell’assistenza sono ambiti sui quali è necessario lavorare di più e non possono certo essere marginali o trascurati.

L’Osservatorio ha tre obiettivi:

  1. Riconoscere il valore della professione infermieristica e renderla ancor più strategica;
  2. far fare un ulteriore passo in avanti nel rapporto tra infermiere e cittadino, cercando di intercettare criticità e aspettative di questi ultimi;
  3. trovare comuni linee strategiche di azione che possano orientare la professione verso la migliore qualità dell’offerta.

L’Osservatorio prevede un’indagine civica di natura esplorativa (target cittadini e pazienti) che punterà a raccogliere dati su diversi aspetti quali ad esempio: ambito relazionale, educativo, professionale, gestionale ed etico (es. “prestazioni richieste agli infermieri, “forza lavoro e percezione della qualità delle prestazioni ricevute”, “competenze”, “gestione della relazione” ecc.)

E’ stato predisposto un questionario da parte dell’Agenzia di Valutazione civica (AVC) di CittadinanzAttiva con la collaborazione dei rappresentanti di Associazioni dei pazienti, società scientifiche e Ipasvi, i cui risultati saranno raccolti in un rapporto che sarà presentato nei primi mesi del 2018.

Gli infermieri sono, secondo i dati di CittadinanzAttiva già sopra citati, i più presenti nelle cure domiciliari: 84,31 per cento. Una presenza che secondo il monitoraggio dei servizi sul territorio “Fuori dall’Ospedale dentro le Mura Domestiche”, di CittadinanzAttiva, è seguita al 73,87%  da medici di famiglia e pediatri di libera scelta.

E non è solo un fatto di presenza o reperibilità: a contribuire alla definizione della diagnosi, dopo i medici specialisti (85.71%) e quelli di famiglia (35.06%), sono proprio gli infermieri (7.79%), seguiti poi da psicologi (5.19%) e assistenti sociali (1.30%).

Ma i dati negativi sulla scarsa assistenza e la poca umanità non piacciono all’Ipasvi che vuole con lo strumento dell’Osservatorio mettere a fuoco il nodo del problema per affrontarlo come Federazione sul piano professionale, etico e deontologico: “La nostra professione – continua Mangiacavalli – ha come scopo: il rapporto coi pazienti. È per noi un elemento valoriale importante sia professionalmente che per il ‘patto col cittadino’ che da anni ci caratterizza. Per noi è essenziale avere una relazione privilegiata con loro, per comprendere come ci vedono e come possiamo soddisfare nel modo migliore i loro bisogni di salute. Per questo abbiamo attivato l’Osservatorio civico.”

“L’Osservatorio civico sulla professione infermieristica, nasce proprio come un programma partecipato da cittadini e infermieri per individuare in modo condiviso i nodi critici e le azioni di miglioramento sui quali lavorare tutti insieme”, ha concluso Aceti. “Apprezziamo la scelta della Federazione Ipasvi per aver deciso di mettersi in gioco e per aver voluto mettere davvero al centro della propria professione il bisogno dei cittadini e auspichiamo che lo stesso percorso possa essere compiuto anche con altre figure professionali”.

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Bozza atto aziendale: parere positivo, ma con riserva

“A nostro avviso l’atto aziendale sta subendo troppi cambiamenti in poco tempo e non sempre il cittadino riesce a comprenderne le ricadute sui servizi erogati, riteniamo fondamentale che prima (e non durante e/o dopo) vengano coinvolte tutte le associazioni che a vario titolo si occupano di sanità e con cui ad inizio legislatura si era iniziato un percorso di co-costruzione del Piano sanitario regionale che ad oggi sembra abbandonato”, queste le parole introduttive del Segretario di CittadinanzAttiva della Valle d’Aosta, audito oggi in V Commissione.

Per noi è molto importante il coinvolgimento attivo delle Associazioni perché è un modus operandi che ci appartiene e che sul medio lungo periodo rinforza la relazione cittadino-istituzioni, garantendo dati e soluzioni pragmatiche che altrimenti non arriverebbero alle orecchie del decisore politico.

Dall’ultimo monitoraggio dei servizi territoriali condotto da CittadinanzAttiva, Movimento politico di partecipazione civica, gli utenti risultano molto soddisfatti dell’organizzazione attuale e segnalano alcune criticità che a nostro avviso potrebbero essere risolte senza costi aggiuntivi e senza stravolgere l’impianto di prossimità costruito con tanta fatica negli ultimi 20 anni. Se interventi vanno fatti sull’organizzazione territoriale, tenendo conto che del disegno di legge regionale sui servizi socio-sanitari non abbiamo più notizia, devono essere di tipo chirurgico e condivisi dai cittadini.

In Valle manca un Centro di Salute Mentale così come concepito nella legge nazionale: nel Dipartimento di Salute mentale mancano complessivamente 35 unità, l’assistenza/cura di prossimità si sta sgretolando a favore di una centralizzazione verso il reparto per acuti; le attività educative, che la moderna psichiatria ritiene fondamentali nella presa in carico del paziente, verranno riservati ai soli soggetti in possesso dei requisiti stabiliti dalla L.104.

E’ indiscutibile che alcune modifiche di questo atto porteranno dei benefici ai cittadini, un esempio per tutti sono la costruzione dei Percorsi Diagnostico terapeutici (PDTA), ma vi sono alcune zone grigie che a nostro avviso devono essere approfondite; non ultima la figura del Case manager PDTA che dovrà raccordarsi con i case manager presenti sul territorio ed i primary nursing che stanno nascendo in ospedale.

A nostro avviso, le strutture devono essere create/mantenute se servono ai cittadini. Rifiutiamo il mero smantellamento se non troviamo il professionista. Per la valutazione delle prestazioni erogate auspichiamo che sempre di più si faccia riferimento al Piano Nazionale Esiti (PNE) e non solo alla mera lista di attesa. La qualità di un servizio si misura anche analizzando i dati che valutano le performance degli specialisti: premiando i virtuosi, aiutando a crescere quelli meno performanti e sostituendo coloro che sono poco consapevoli di non saper fare/essere.

All’interno di un’azienda tutti i dipendenti sono importanti, ma in questo momento storico i cittadini considerano indispensabili medici, fisioterapisti, infermieri, logopedisti ed educatori; ecco perché è su questi che dovremmo investire maggiormente iniziando a valorizzare le specifiche competenze e dando vita a nuove forme organizzative in grado di rispondere ai bisogni di una società che cambia velocemente.

Per farlo l’UE ritiene che tutte le aziende dovrebbero investire nel confronto con i cittadini e nella formazione permanente delle proprie risorse umane, ovvero programmare una formazione mirata che parta dall’utente per arrivare alla creazione di servizi di prossimità sostenibili e di alta qualità.

La formazione non è una mera funzione amministrativa ed a nostro avviso, alla pari di altre aziende sanitarie, anche la nostra dovrebbe avere una sua struttura (complessa o semplice) oppure un Servizio all’interno della SC deputata alla gestione delle risorse umane, coordinata da un sanitario con laurea in scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua (LM-57) o titolo equipollente.

Per quanto sopra esposto CittadinanzAttiva della Valle d’Aosta ha espresso un parere positivo ma con riserva perché i servizi ad oggi esistenti e funzionanti (vedasi prossimità del territorio) non  devono essere modificati, la presa in carico della salute mentale non deve ruotare solo sul reparto per acuti e la formazione deve diventare almeno una funzione trasversale e strategica per l’unica azienda sanitaria della Valle d’Aosta.

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Infiltrazioni criminali in VdA: i terun delinquenti e le pecore nere valdostane

A nostro avviso affrontare la questione delle infiltrazioni criminali guardando solo tra i meridionali rischia di sottostimare il problema e/o rappresentarlo in maniera superficiale.

Mentre si pone giustamente molta attenzione ai calabresi disonesti si evidenzia molto poco la possibilità che anche tra i valdostani doc potrebbero esserci dei soggetti che interagiscono da decenni con il torbido mondo della criminalità organizzata; detto in altre parole, sembra che se dei delinquenti ci debbano essere in Valle sono sicuramente di origine meridionale.

Ora, essendo che in tutto il mondo esistono le pecore nere è ragionevole ipotizzare che anche in Valle d’Aosta ce ne siano e che da tanto tempo non stiano lavorando per il bene della nostra piccola regione. E’ percepito comune che vi siano dei terun delinquenti e delle pecore nere valdostane che collaborano per trasformare la regola del “do ut des” (io cedo qualcosa affinché tu mi dia qualcosa in cambio) in un vero e proprio valore da trasmettere alle future generazioni.

Un osservatorio ad hoc (come proposto dai Consiglieri Bertin e Padovani) potrebbe essere un ottimo punto di partenza per trasformare il percepito in dati precisi e circostanziati, ma contestualmente i cittadini ed i politici onesti devono preoccuparsi dell’educazione civica dei giovani valdostani.

Ovvero, riempire di senso etico il capitolo della cittadinanza attiva: credendoci in prima persona, assurgendola a valore per la nostra comunità e facendo sviluppare alla nuove generazioni anticorpi contro le organizzazioni criminali di ogni sorta e tipo.

Dobbiamo crederci veramente e dedicarci sia tempo che denaro. E’ fondamentale dare un esempio virtuoso che funga da modello a partire da un governo regionale stabile, onesto, trasparente, solido nei principi e nei valori oltre che aperto al dialogo dentro e fuori i confini della Valle d’Aosta.

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Informazioni utili per non incappare in furti e raggiri

Le truffe a danno dei consumatori diventano sempre più sofisticate e diversificate. Resistono ancora le truffe via telefono, anche se diffondono sempre più quelle informatiche, più difficili da smascherare e contro le quali è anche più difficile difendersi. Ecco una carrellata delle ultime truffe che sono state segnalate dai consumatori.

Via WhatsApp: la truffa del blocco dell’account Google
I truffatori, spacciandosi per rappresentanti delle Forze dell’Ordine, intimano all’ignaro utente di pagare una penale di 100 euro per via di “una violazione della legge”. Nel caso la “multa” non venga pagata entro 24 ore, i truffatori minacciano di bloccare l’account Google e di istruire un procedimento penale. Ovviamente, nessuna di queste affermazioni corrisponde a verità, come precisato dall’account Twitter della Polizia di Stato.

Via telefono: la truffa dei falsi operatori Enel
I truffatori, spacciandosi per operatori Enel energia, propongono sconti sulla bolletta elettrica; si tratta di una truffa, in quanto Enel energia ha sospeso verso i nuovi clienti tutte le attività di telemarketing a partire dal 1° giugno 2017. Ciò che desta più preoccupazione è il fatto che questi call center abbiano a disposizione il codice IBAN dei clienti contattati e cerchino di utilizzare questo dato come “prova” che la chiamata provenga proprio dagli operatori Enel.  Il numero utilizzato dai truffatori è il seguente: 019 9246744.

Via e-mail: la truffa in nome del fisco
Ancora una volta sedicenti ispettori del fisco inviano, tramite falsi indirizzi mail (assistenzaweb@agenziaentrate.it  o messages@mailagenziaentrate05.top) dei file che, una volta aperti, scaricano un virus in grado di danneggiare gravemente il computer e di rubare i dati in esso registrati.

Per maggiori informazioni contatta il nostro Punto integrato di Tutela

Pubblicato in: Politica, Sanità e politiche sociali

Sanità: un’agenda civica per gli ultimi mesi di legislatura

Ci avviamo agli ultimi mesi di questa travagliata legislatura e purtroppo molte delle istanze dei cittadini non hanno ancora avuto una risposta da parte del decisore politico. In questi ultimi anni ho avuto modo di ascoltare diverse persone e raccogliere significativi dati provenienti dalla vita quotidiana che non riescono ad arrivare alle orecchie di chi viene eletto; mi sono confrontato con cittadini, professionisti e tutti gli assessori alla sanità di questa legislatura: mai mi sono sentito dire che le nostre richieste erano prive di fondamento e/o che le nostre proposte non erano realizzabili.

Pertanto in sanità ci aspettiamo che:

entro fine ottobre 2017 vengano resi pubblici i dati del Registro tumori ed il Piano di Prevenzione e Promozione della Salute regionale; venga garantita la libertà di cura ai valdostani, eliminando il “blocco” della mobilità passiva; vengano investite più risorse per la tutela e promozione della Salute mentale ed il Sistema Sanitario regionale si faccia carico del costo dell’assistenza ai malati di Alzheimer (LEA);

entro fine dicembre 2017 venga creato un tavolo regionale di tutela dei diritti del malato;  coinvolte le associazioni dei cittadini nella riorganizzazione dell’assistenza territoriale; vengano valorizzate tutte le professioni sanitarie, agendo prioritariamente su quelle che i cittadini segnalano essere fondamentali per la tutela della loro salute;

entro fine febbraio 2018 diventino obiettivi dell’Azienda USL i piani di miglioramento stilati all’interno del Progetto di Umanizzazione delle cure di AgeNas.

Essendo che nella nuova Giunta saranno presenti ben tre persone che si sono occupate a vario titolo della sanità (Viérin, Bertschy e Guichardaz) è ragionevole credere che le nostre richieste/proposte saranno tenute in debita considerazione; in caso contrario, auspichiamo che i Consiglieri di opposizione sollecitino il nuovo governo regionale ad aver riguardo anche per l’agenda proposta da un Movimento politico di partecipazione civica.

Giovan Battista De Gattis – Segretario CittadinanzAttiva della Valle d’Aosta

Pubblicato in: Politica

Il Consiglio regionale di oggi come il conclave del 1268

Mentre i cittadini sono alle prese con i problemi contingenti della vita quotidiana, diversi politicanti/chini danno libero sfogo al “nonsenso” politico: quello che sta accadendo in Consiglio regionale è tutto tranne che la gestione e la tutela dell’interesse collettivo.

Con le loro migliori parole cercano di convincerci che un governo “di salvezza regionale” sarà l’unica medicina in grado di curare la Valle d’Aosta, oppure che tizio è peggio di caio e che sempronio non si è comportato “a modo”; il classico atteggiamento dei bambini della scuola d’infanzia, peccato che il giocattolo siano gli interessi dei valdostani.

Assistere a questa lotta di potere mi fa tornare alla mente un episodio storico che forse in pochi conoscono, ovvero cosa successe nel più lungo conclave della storia.

Siamo a Viterbo nel 1268. Anche lì il problema era il completo disaccordo tra i 18 elettori, i quali dopo qualche mese di inutili tentativi si videro rinchiusi nel Palazzo Papale con i viveri razionati e guardie che circondavano l’edificio. Ma neanche questo produsse i risultati sperati e verso la Pentecoste del 1269 si arrivò alla famosa decisione di scoperchiare il tetto della sala del conclave, ad opera del podestà Corrado di Alviano e del capitano del popolo Raniero Gatti.

Come mi piacerebbe ricalcare le orme del mio antenato!

Giovan Battista De Gattis  – Segretario CittadinanzAttiva della Valle d’Aosta

Pubblicato in: Politica, Sanità e politiche sociali

Ancora tagli per il Sistema sanitario

Le istituzioni continuano inesorabilmente la loro opera di disinvestimento in sanità ed anche la nostra Regione pare non riuscire a sottrarsi a questa triste logica che genera non pochi problemi ai cittadini: prova ne sono le segnalazioni allo sportello del Tribunale per i diritti del Malato di CittadinanzAttiva della Valle d’Aosta che sono aumentate del 50% rispetto al 2016.

La nota di aggiornamento del DEF è la prova che sul Servizio Sanitario Nazionale si continua a fare un gioco pericoloso: si dice di volerlo salvaguardare e rilanciare, ma nei fatti si fa l’esatto opposto.

L’aspetto per noi grave è l’ulteriore disinvestimento in sanità in un momento in cui il PIL è cresciuto nel 2017 dell’1,5% e si prevede che continui a crescere nella stessa misura nel 2018 e 2019. La decisione del Governo di attestare l’incidenza della spesa sanitaria pubblica sul PIL al 6,5% nel 2018, al 6,4% nel 2019 e soprattutto averla diminuita nel 2020 portandola al 6,3%, non può che vederci contrari e fortemente preoccupati.

Speriamo che la Regione Valle d’Aosta non si accodi alle scelte miopi del Governo che, attraverso la Nota di aggiornamento al DEF e il Decreto del 5 giugno, di fatto taglia di 423 milioni di euro il Fondo Sanitario Nazionale 2017 e di 604 milioni il FSN 2018.

Si continua a disinvestire nonostante le segnalazioni dei cittadini ci dicano che esiste una difficoltà di accesso ai servizi sanitari: l’ISTAT segnala una crescente rinuncia alle cure e una crescita della spesa privata, mentre i nuovi LEA ancora oggi non sono pienamente garantiti.

Vogliamo che i politicanti smettano di prendere in giro i cittadini e lavorino sulle strategie per poter investire nella salute e nel sistema sanitario regionale, ovvero impegnino il loro tempo lavoro a dare gambe effettive ai nuovi LEA oltre che a valorizzare il personale sanitario, senza il quale è impensabile prendersi cura delle persone.